E’ questo che siamo
infondo: ragni.
Prigionieri della nostra
stessa ragnatela.
Siamo predatori rimasti
incastrati nel loro stesso gioco malato.
Perché alla fine abbiamo
fatto questo, vero? Per tutta la vita ci siamo guardati bene dagli altri,
concedendo la nostra fiducia a pochi eletti per paura di sbagliare, di fare un
passo falso e di essere pugnalati alle spalle.
Ma cosa ne rimane adesso
di noi? Siamo stati così attenti ai passi degli altri da non accorgerci che non
saremmo stati capaci di salvarci da noi stessi.
Perché è questo il
nostro grande, madornale errore: abbiamo inconsapevolmente pianificato la
nostra morta ancor prima della nostra nascita, curandone ogni minimo dettaglio,
ogni insignificante particolare perché risultasse ancora più doloroso e
insopportabile.
E ora chi siamo?
Cosa siamo?
Il nulla.
Cos’è rimasto?
Una quiete piatta, non
un’incazzatura di quelle serie, di quelle che ti fanno bruciare il cuore fino
all’ultimo battito, non un sentimento travolgente. Solo… nebbia. Tristezza.
Un messaggio piazzato in
momenti strategici perché alla fine non ce la facciamo a stare troppo lontani.
Ho fatto l’ennesimo
errore della mia vita: mi sono innamorata. Di te.
Assurdo, vero?
Lo avevo promesso, lo
avevo promesso a me stessa: non ti fare illusioni, non pensare al meglio,
focalizzati sul peggio, non innamorarti.
Ma mi è stato
impossibile.
Un sorriso.
Una lacrima.
Ed è tutto finito.
Sì, perché in realtà
vorrei dirti tante di quelle cose, urlarne tante altre dalla cima di una
montagna, liberarmi di quest’estate calda e che sembra esser stata troppo
veloce, tra un’illusione e l’altra.
Non sono innamorata.
Non ti amo.
Non ti amo.
Voglio chiudere gli
occhi.
Voglio far finta che non
sia mai successo niente, vorrei che quei sorrisi non fossero mai esistiti,
vorrei poter dimenticare quegli abbracci forti, tanto forti che mi sembrava di
dimenticare il mondo.
Vorrei poter dimenticare
tutto questo, affogare, morire nella mia stessa ragnatela mentre tu muori nella
tua.
Ma non posso.
E rimane un vuoto
opprimente nel petto, un sacco di parole non dette, tante altre che invece ci
saremmo dovuti tener per noi.
Perché succede così: ci
sono certe persone che continueranno a rincorrersi, a fuggire dagli altri, a
scavarsi la fossa, e ad amarsi ad amarsi ad amarsi ad amarsi.
Voglio imparare a
salvarmi da me stessa.
Voglio salvarci da noi
stessi.
Perché non ha importanza
quanto lontani saremo, con quante persone staremo, se ci piacerà qualcun altro,
se ci innamoreremo di nuovo e tutto finirà semplicemente per andarsene via,
via, via.
Noi continueremo a
rincorrerci in cerchio, rimanendo prigionieri.
Ed è per questo che ho
deciso di salvarti, di salvarmi.
Ma non ora.
Non so come.
Non so.
Ora ho solo bisogno di
chiudere gli occhi e che tu mi lasci sola con i miei incubi.


